Descrizione
CAPPELLA DI SAN GIUSEPPE
Un’antica testimonianza di fede tra le colline di Monforte d’Alba
Nel territorio di Monforte d’Alba, come in molte località delle Langhe, da secoli sorgono numerose chiese campestri, testimonianze di un’antica devozione popolare. Ogni cappella rappresentava un voto, un’invocazione di protezione divina, espressione della profonda religiosità della comunità.
Sebbene alcune siano scomparse nel tempo, molte restano a testimoniare il legame tra fede e territorio.
Tra queste, la cappella di San Giuseppe è una delle più documentate. La sua esistenza è attestata già nel 1623 in un atto di donazione datato 2 novembre. Successivamente, nel 1878, Monsignor Galletti la cita nella “Visitatio et descriptio sacellorum ruralium”, un elenco dettagliato delle chiese campestri di Monforte. Come molte altre cappelle della zona, presentava una sola navata e un altare in laterizio, privo di marmi o materiali pregiati.
Il terremoto del 1887, che colpì duramente il basso Piemonte e il Ponente ligure, causò gravi danni anche a Monforte, compromettendo la stabilità di molte chiese rurali. Nei decenni successivi, molte cappelle necessitarono di importanti ristrutturazioni o furono ricostruite. Nel 1929, rispondendo a un questionario diocesano, don Dallorto documentò l’esistenza di sole sette chiesette campestri a Monforte, tra cui la cappella di San Giuseppe, situata a circa 1200 metri dal centro abitato. Da questa testimonianza si deduce che l’edificio fosse stato ricostruito e ampliato circa vent’anni prima.
Secondo le fonti comunali, la cappella è attestata anche nel 1703 e fu rinnovata e ampliata tra il 1903 e il 1906. Oggi si presenta come un edificio a navata unica, con un altare in terriglia dipinta. Conserva inoltre numerosi ex voto e una preziosa tela raffigurante la morte di San Giuseppe, dall’importante valore storico e spirituale.
LA CAPPELLA DI SAN GIUSEPPE IN SINTESI:
La cappella di San Giuseppe si trova nella borgata omonima, al centro di un crocevia tra le strade verso le località Le Coste, Mosconi, Cabutti e Scaramuzza. La sua esistenza è documentata già nel 1623 e nel Settecento venne ricostruita insieme con altri edifici religiosi e civili di Monforte. Nel 1753 è definita “propria dei privati” in zona Le Coste. Durante l’occupazione francese del 1796 fu utilizzata come ricovero per i soldati. Alla fine dell’Ottocento, la cappella fu danneggiata da una serie di scosse sismiche e, tra il 1905 e il 1906, venne restaurata e ampliata grazie alle offerte dei borghigiani, come indicato da un’iscrizione sull’edificio. La facciata, in mattoni a vista, presenta due ordini evidenziati da una cornice e un finestrone circolare con orologio. Un portico protegge l’ingresso. L’interno, ad aula con volta a botte, è decorato da numerosi ex voto, testimonianza della devozione al Santo. L’altare barocco in laterizio è arricchito da stucchi e archi laterali che definiscono la sacrestia. La tribuna dei cantori è accessibile tramite una scala a chiocciola in ferro battuto. La cappella è tuttora officiata il 1° maggio, in occasione della festa di San Giuseppe lavoratore.
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